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Recensioni
Bullet In A Bible
Nessuno pensava veramente che i Green Day fossero capaci di produrre un successo enorme, sia a livello musicale che commerciale, come “American Idiot”.
Il trio si diverte e raggiunge l’apice della sua carriera. Per dimostrarlo, Billie Joe Armstrong e i suoi due compari presentano il pacchetto “Carefree” su DVD e CD.
Foxboro Hottubs: Stop Drop and Roll!!!
Diviso tra il Lato A e il Lato B, come si faceva una volta, questo disco si apre con la canzone “Stop Drop and Roll”, un attacco di chitarra e batteria degno di Gene Vincent. Segue uno dei punti più alti dell’album, “Mother Mary”, con il suo stile da boy-band fine anni 50 che poi diventa un colpo al cuore di ogni appassionato di rock. “Ruby Room” ci fa viaggiare lungo le autostrade americane, con un accompagnamento d’organo e una strizzata d’occhi da lontano agli Stray Cats.
American Idiot
In altri tempi, 18 minuti e 25 secondi sarebbero bastati per sei canzoni dei Green Day. Ma nel 2004, tutto questo è cambiato drasticamente. In poco meno di un’ora, Billie Joe Armstrong, Tré Cool e Mike Dirnt celebrano un vero e proprio tour de force musicale. D’altronde non sono più ragazzetti scanzonati, ma padri di famiglia con la testa a posto. Con “American Idiot”, i Green Day attuano una metamorfosi musicale: dal bozzolo di “Warning” esce una splendida farfalla rock sottoforma di un concept album.
Shenanigans
Non era molto tempo fa, ma con un greatest hits e poi una raccolta di scarti degli altri album, sembrava che i Green Day non avessero più niente da dire e si stessero preparando ad andare in pensione. Sarebbe stato un peccato, visto che il loro album precedente, “Warning”, aveva mostrato segni di un cambiamento di rotta che li stava portando fuori dagli schemi classici del punk rock. Molti dei loro fans non li avevano seguiti, però, gettandosi sulle produzioni iper-commerciali di Offspring e affini.
I tre hanno battezzato la loro collezione di lati B e cover “Shenanigans” (“Buffonate”), e chi la ascolta si rende ben presto conto di una cosa: spesso le canzoni da lato B rimangono tali per buoni motivi. Non c’è una canzone sorprendente in tutto l’album. Sono quasi tutti brani di due minuti e mezzo carichi di rumore in puro stile Green Day, ma senza le chiare hit a cui ci hanno abituati gli album dei tre californiani.
International Superhits
Che ruolo hanno i CD dei grandi successi? Semplicemente quello di fungere da album di ricordi da ascoltare quando non hai voglia di rovistare nelle vecchie scatole che hai in solaio.
Succede a tutti. Sentiamo un album e pensiamo: “Hm, questa la conosco”. E cinque minuti dopo: “Già, è vero, quella canzone era stupenda. Me l’ero completamente dimenticata”. Se la band in questione è diligente, l’album contiene prima di tutto una serie di cavalli di battaglia, e poi qualche extra. Magari qualcosa di acustico, di inedito o di mai sentito. Qualche pezzo nuovo basta per galvanizzare i fans.
Ed è esattamente questo che hanno fatto i membri della famosa punk band Green Day. Per quanto possa sembrare da megalomani il titolo “International Superhits”, hanno ragione, perché hanno scelto le canzoni senza risparmiare su nulla.
Warning
La prima volta che ho sentito il nuovo CD dei Green Day, sono rimasto un po’ deluso. Quasi tutte le canzoni sembrano un po’ troppo lente, e di punk rock vero non c’è praticamente alcuna traccia. Dal punto di vista di un punk, “Warning” non è un bel CD. Tuttavia, basta leggere le più recenti interviste con i Green Day per rendersi conto che la band sta chiaramente cercando di distanziarsi un po’ dal punk rock e muovere nella direzione della composizione seria. Per chi comprende questo, “Warning” è un ottimo album. In questo senso, i Green Day stanno continuando nella direzione intrapresa con il predecessore “Nimrod”.
Ma niente paura, “Warning” contiene comunque una buona dose di “stile Green Day”, riconoscibile nelle melodie e soprattutto nell’inconfondibile modo di cantare di Billie Joe Armstrong.